sabato 20 marzo 2010

Edoardo Bennato presenta il nuovo album: “Sono rock senza ipocrisie”

Pubblicato da serena.anania


bennato

Bennato ritorna con “Le vie del rock sono infinte”

ROMA – Dopo cinque anni di assenza dal mondo della musica, ritorna Edoardo Bennato con il nuovo album “Le vie del rock sono infinite”. Tredici canzoni, nelle quali il cantautore viaggia tra memorie e riflessioni, senza sottrarsi, come sempre,  al ritratto impietoso del nostro paese.

Tra canzoni d’amore e brani di speranza, Bennato non esista ad inserire forti provocazioni: “L’Italia è un Paese ingovernabile e con questa ingovernabilità dobbiamo farci i conti tutti i giorni” – spiega Bennato – “Ho girato il mondo ma poi quando torno a casa mi rendo conto che Bagnoli è una polveriera;  Parlo di Vittorio Emanuele di Savoia perché il patto di Teano segnò la nascita del brigantaggio, personaggi leggendari che difendevano la povera gente dagli aguzzini e dai tiranni. Sono passati 150 anni dall’ unità d’Italia ma oggi nell’ex regno delle due Sicile esiste un’entità, che possiamo chiamare camorra, mafia o ‘ndrangheta, che si e’ assunta il compito di difendere la gente dagli strumenti del potere che al Sud vengono percepiti come ostili” – continua –“ Ci accingiamo a festeggiare i 150 anni di unità in un caos totale e ormai sappiamo bene che chi si ostina a tentare di governare questo caos in modo tronfio o applicando le regole del più banale patriottismo rischia di farsi male”. Riflessioni feroci, che l’autore esprime in maniera particolare nei brani “Il capo del briganti” e “C’era un re”.

Tra gli altri contenuti di un certo spessore, Bennato tratta delle conseguenze della guerra in Afghanistan e l’ipocrisia del sistema italiano nel testo “Wannamarchilibera” e dice: “Non faccio lezioni di geopolitica e non parlo in aule universitarie: io scrivo canzonette e devo divertire un pubblico che va dai bambini di cinque anni in su“.

Il genere scelto non poteva che essere il rock’n’roll, di quello italiano s’intende. “In Italia siamo i cloni dei modelli rock anglo americani”, ha spiegato Bennato a Rockol, “C’è chi imita Bruce Springsteen, chi i Coldplay, chi si rifà a Bob Dylan. L’unico modo per riscattarsi da questa forma di soggezione è quello di puntare sui testi, di differenziarsi per quello che si dice nelle proprie canzoni. Rock significa trasgredire, significa sottolineare certi paradossi della vita di tutti giorni. Siamo continuamente martellati dai media e quello che sentiamo e vediamo in Italia non ci piace di sicuro, ma spesso poi ce ne laviamo le mani. In questo disco ho voluto mettere un po’ il dito nella piaga”.

Nel frattempo, il 26 marzo andrà a Nex York per un concerto al Highline Ballroom: “”Proporrò i miei brani in un posto in cui hanno suonato artisti di grandissimo livello. Sarà una grande emozione e per l’occasione porterò la mia intera rock band che mi seguirà anche poi per un concerto a Torono. Date in Italia? Staremo a vedere come gira, di certo non penso starò fermo per molto tempo”.

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